Questa settimana, anche se si tratta sempre di poesia, vorrei uscire dal solito schema della “Maremma nella poesia” e pubblicare QUATTRO dei tanti componimenti risalenti al 1646, durante il famoso assedio di Orbetello da parte dell’esercito francese, durato 73 giorni, trovati presso la Biblioteca Nazionale di Parigi.
Si tratta di poesie, sonetti, versi spezzati e sdruccioli, che oltre ad aver sollevato una certa curiosità, confermano diverse notizie citate da coloro che hanno scritto dell’assedio e ne forniscono altre che permettono un approfondimento dell’avvenimento.
Sollevano, inoltre, una serie di interrogativi:
Chi fu o chi furono gli autori?
Come e con quali mezzi venivano fatte recapitare agli assedianti?
Come sono finite alla Biblioteca Nazionale di Parigi?
Mentre non sarà mai possibile trovare gli autori, possiamo tentare di fare delle ipotesi sugli altri interrogativi.
Si sa che durante l’assedio furono concordate delle brevi tregue per raccogliere i propri morti e feriti e che in quelle occasioni gli assediati incontrarono gli assedianti; si dice che oltre a conversare ci fosse stato anche qualche scambio di doni, fra cui vino e generi alimentari.
E’ perciò possibile che qualche ufficiale francese possa avere ricevuto, in una di queste tregue, dagli assediati usciti per il recupero dei morti e dei feriti il carteggio contenente i tanti componimenti, che successivamente, insieme a tutte le carte relative alla spedizione Francese per la conquista dello Stato dei Presidi, siano state portate presso qualche Caserma militare e successivamente depositate presso la Biblioteca Nazionale di Parigi.
L’atra ipotesi, forse più verosimile, è quella della scoperta del carteggio contenente questo materiale in qualche scaffale di qualche caserma o ufficio pubblico da parte dei francesi nel 1800, quando occuparono il piccolo Stato dei Presìdi, amministrandolo per alcuni anni.
Il carteggio, prelevato da qualche militare, o civile al seguito delle truppe francesi, veniva portato in Francia e depositato presso la Biblioteca Nazionale di Parigi.
SONETTI DIVERSI FATTI SOPRA I FRANCESI, SPAGNOLI E PRINCIPE TOMMASO PER L’ASSEDIO DI ORBETELLO, CURIOSI
Il crudo artiglio che ti fere, e fura
Volger altrove i tuoi pensier procura
Per far le genti tue liete e contente.
Il freno dell’Etruria havere in mano
Goder della Toscana i vaghi frutti
Sol certo lice al regnatore Ispano
Oltre a l’Alpi ritorno, e con gran lutti
Dispiega al Regge tuo fiero in humano
Non ponno una Gatta i Galli tutti.
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SONETTO ITALIA PARLANTE
Barbaro Gallo à che portarmi in seno
Guerra crudel da clima si lontano
A che turbar col tuo furore insano
dell’antica mia pace il bel sereno.
Barbaro à che vantar di pormi il freno
E dal mio ciel dar bando al Giove Ispano
Se sai per prova che si spera invano
L’attacco di tuoi gigli al mio terreno:
Odio più te che l’Ottomana Luna
E godo ogn’or di vedermi ogn’ora intorno
La Regia di Filippo Aquila buona.
Và dunque altrove, e senza far ritorno
Vattene a maledir la tua fortuna
Ch’una sol Gatta mia può farti scorno.
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SONETTO A FAVORE DEI FRANCESI
Hoggi il braccio del Gallo ardito, e fiero
Pugna vince percuote urta, e sbaraglia
Onde rocca non è, non è muraglia
che scampi hormai l’intimidito Ibero.
Più non è lo Spagnol forte guerriero
Ma quasi al vento inarida paglia
Freme paventa, e spaventato caglia
Cader veggendo il suo perduto Impero.
Hor della bella Italia i ceri Regni
Sfortunato Spagnol lasciar bisogna
Si ha fine ai Francesi i tuoi disegni
Già perso è Portugallo, e Catalogna
Dunque dove fuggir misero disegni
Nella mercè fosti ò che vergogna.
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SONETTO DI RISPOSTA DEGLI SPAGNOLI
Hoggi diventa il Gallo ardito, e fiero
Ma con l’astuzia uccide, urta sbaraglia
Non con il ferro vince ogni muraglia
Mercè à Ribelli del Monarca Ibero.
Non teme lo Spagnol forte guerriero
Furia francese, che d’accesa paglia
Sembra fugace fuoco, ne mi caglia
Fra tante insidie il glorioso Impero.
Non son Galli, perse di Spagna i Regni
Lasciar loro in Italia a te bisogna
Antica sepoltura a’ tuoi disegni.
Si perduto ho Portugallo. e Catalogna
Perfidia è, e non valor, e che disegni
Vincer sempre con frodi oh che vergogna.
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