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ORBETELLO. TRASFORMAZIONI DEL PAESAGGIO IN MAREMMA.150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA.

L’attività di studio e approfondimento della storia e delle tradizione della Maremma da parte delle diverse associazioni che operano sul nostro territorio continua attraverso l’organizzazione di iniziative di grande interesse.
In questa occasione, mediante la collaborazione delle associazioni “Albinia Viva” e Circolo Culturale Orbetellano “G.Mariotti”, sarà portata ad Orbetello, la bella e interessante Mostra dal titolo: “TRASFORMAZIONI DEL PAESAGGIO IN MAREMMA – 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA”, allestita a Grosseto dall’Ordine degli Architetti, i dirigenti del quale, sensibili ai problemi della storia del territorio maremmano, aderendo alla nostra richiesta, hanno immediatamente rilasciato la loro autorizzazione al trasferimento ad Orbetello della Mostra stessa.
Pertanto, la Mostra sarà allestita ad Orbetello, nell’ex sala del Frontone di Talamone, dall’11 al 22 gennaio 2012, con apertura e inaugurazione mercoledì 11 gennaio alle ore 17,00.
Come si diceva, è veramente una bella e interessante Mostra, che mette in risalto i grandi progetti e i momenti più significativi delle importanti trasformazioni del paesaggio, dall’Unità d’Italia ad oggi, un viaggio stupendo e istruttivo attraverso la Provincia di Grosseto, la Maremma di ieri e di oggi, che mette in luce la grande opera e i sacrifici delle genti per renderla la terra dove oggi abitiamo e che amiamo.

Le Luci del Gotico

L’associazione culturale orbetellana “G. Mariotti” ha appena organizzato un evento degno di nota chiamato “Le Luci del Gotico”.
Tra qualche sera, esattamente il 17/12 alle 16:30 all’oratorio di S. Antonio, avremo il privilegio di vedere l’esordio di Lorenzo Fusini, un giovane della zona molto competente nell’abito dell’arte.
Egli ci intratterrà con un entusiasmante viaggio attraverso l’architettura gotica italiana nel quale mostrerà svariate fotografie e disegni curati da lui in persona nei quali sarà possibile ammirare tutti i particolari artistici.
Sarà certamente una serata all’insegna della cultura nella quale Lorenzo parlerà non solo delle magnifiche cattedrali italiane, esempi di bellezza in tutto il mondo, ma anche ad hoc, della Concattedrale di Santa Maria Assunta ovvero il Duomo di Orbetello.
Spero di trovarvi numerosi.

ORBETELLO:Appello del C. C. O. “G. Mariotti” per la manifestazione del 12 novembre 2011.

Sono ormai mesi che siamo costretti a parlare dello scellerato progetto di un’autostrada fra colli e laguna di Orbetello, che alcuni ritengono necessaria perché, dicono, sarà un volano per lo sviluppo economico della nostra zona e perché l’Europa ce lo chiede.
Noi, invece, riteniamo che coloro che hanno questa visione dello sviluppo del nostro territorio, stanno affrontando il problema con una mentalità ormai superata, arretrata, sia politicamente che culturalmente e, in questo modo, manifestano tutta la loro superficialità, ma anche una certa arroganza, soprattutto, perché non hanno voluto ascoltare le buone ragioni della gente, tanta gente.
Noi siamo convinti che un oculato adeguamento dell’Aurelia (ci sono esempi importanti, soprattutto, all’estero, di infrastrutture immesse in territori di grande valore ambientale ed economico come il nostro, costruiti nel rispetto totale di queste peculiarità e da tutti accolte), sarebbe in grado di soddisfare le esigenze di tutti.
Un’autostrada costruita fra la laguna e i poggi di Orbetello, da Fonteblanda all’Ansedonia, oltre a rovinare in modo permanente un ambiente naturale di grande valore per la nostra economia, cancellerebbe in modo irreversibile tutto quel tessuto economico e sociale che si è venuto a formare nel tempo lungo l’Aurelia con grandi sacrifici degli operatori, distruggendo le centinaia di aziende produttive nei settori commerciale, agricolo, dei servizi, industriale e le abitazioni di tanti cittadini.
Per questa situazione, il Comune di Orbetello, dovrebbe ricominciare a lavorare per riformare tutti i suoi strumenti di programmazione e di sviluppo, secondo il nuovo assetto territoriale, per cui, sono immaginabili le difficoltà a cui la nostra comunità (istituzioni e cittadini) andrà incontro se ciò avverrà.
Tuttavia, anche se riteniamo inutile la costruzione di quest’opera e continuiamo a chiedere alle autorità preposte di riflettere seriamente e ascoltare anche coloro che con dati di fatto sostengono queste tesi, non possiamo imporre le nostre decisioni, così come ottusamente fanno certe istituzioni.
Se l’autostrada si vuol costruire a tutti i costi, lo si faccia lontano dalla costa, dove è possibile fare meno danni all’ambiente naturale maremmano, e dove, forse, l’arteria potrà essere più utile.
PERTANTO, QUESTA NEGATIVA SITUAZIONE, CHE DIMOSTRA QUANTO ANCORA SIANO FORTI LE PREOCCUPAZIONI DELLA GENTE MAREMMANA, CI COSTRINGE A FARE UN PASSO AVANTI NELLA LOTTA PER DIFENDERE IL NOSTRO TERRITORIO DA UNO SCEMPIO SENZA PRECEDENTI.
IL CIRCOLO CULTURALE ORBETELLANO “G. MARIOTTI”, INVITA TUTTI A PATECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 12 NOVEMBRE 2011, SECONDO LE INDICAZIONI EMANATE COL VOLANTINO ALLEGATO.

I Segni della Storia e le nuove tecnologie: Il Parco delle Crociere di Orbetello.

Si tratta della Tesi di Laurea in Archeologia discussa il 21 settembre 2011 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Siena dal concittadino dott. Giorgio Marri che, per l’importanza e l’attualità del tema ma, soprattutto, per le applicazioni che può sviluppare, in particolare nel settore dei beni culturali e delle attività ad essi collegate, la presenteremo sabato 5 novembre 2011, dalle ore 17,00 ad Orbetello, presso l’Auditorium Comunale.
Il lavoro descrive la creazione di un dinamico sistema di comunicazione per la valorizzazione e l’uso dei beni culturali, sfruttando le nuove tecnologie informatiche, attraverso un progetto di fruizione e divulgazione del Parco della Crociere di Orbetello, zona di notevole importanza storica per la nostra cittadina, tramite iPad.
Si dimostra in modo tangibile, come la fruizione attraverso le nuove tecnologie informatiche risulti assai vantaggiosa, sia per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione di un territorio, sia per la grande quantità di documentazione scritta, grafica e video che può gestire.
Giorgio Marri si è posto per prima cosa il problema del recupero e della valorizzazione dell’area in modo da poter rendere rintracciabile e fruibile un periodo storico, che fra qualche anno potrebbe essere impossibile da ricostruire sul posto, rappresentando l’intera area dell’ex grande aeroporto, dal quale partirono fra il 1928 e il 1933, le importanti crociere aeree del Mediterraneo ed Atlantiche, una risorsa significativa per la città di Orbetello da molti punti di vista.
Per i residenti, in quanto offre la possibilità di interventi destinati ad incidere profondamente sull’uso, sulla qualità e sulla vivibilità della città, trasformando un’area residuale e degradata in un sistema articolato e qualificato di spazi, verde e attrezzature d’uso pubblico, in posizione intermedia fra il centro storico e l’espansione urbana più recente.
Per i turisti e i visitatori, in quanto il suo riuso compatibile con la valorizzazione delle testimonianze storiche presenti e la localizzazione di nuove attrezzature può accrescere in modo rilevante il potere attrattivo di Orbetello come meta di soggiorno e di escursioni.
Per gli operatori economici, che vedono schiudersi potenzialità finora rimaste inespresse in un territorio comunque interessato da una forte domanda di turismo di qualità.
Il progetto è caratterizzato da vari steps organizzativi che, oltre a prevedere le modalità di fruizione e comunicazione da parte dell’iPad, prevedono anche una pianificazione logistica e progettuale del Parco.

ORBETELLO: Cominciamo a rialzare la testa

Il 2011 si accinge a terminare, con la bella novella della svolta epocale del passaggio del nostro Comune dal centrodestra al centrosinistra.
Per questo motivo, soprattutto, ci attendono appuntamenti di grande rilievo, che siano in grado di confermare definitivamente che quella svolta epocale era necessaria.
Si dice che il ‘900 sia stato il secolo della grande crescita e dell’affermazione delle istanze democratiche in una vasta parte del mondo. Io credo che ciò sia vero solo in parte, in quanto quel secolo ha anche, e soprattutto, evidenziato in modo drammatico i segni di una profonda crisi, che questo scorcio del 2000 ha ulteriormente aggravato.
Qualcuno, con poca fantasia, cerca di far passare tutto ciò come una crisi temporanea di un modello di vita; può anche essere ma io non ne sono convinto.
A parer mio questa crisi deriva, soprattutto, da due aspetti principali e fondamentali della democrazia e della vita dell’uomo:
= l’assenza di partecipazione;
= un sistema politico-socio-economico ormai in crisi irreversibile che non sarà più in grado di risolvere i gravi problemi della gente.
Pezzi sempre più consistenti di quelle che una volta chiamavamo “masse” si sono profondamente integrate nel modello del consumismo più sfrenato, e ipocritamente, privandosi di conquiste fondamentali per la nostra vita, hanno voltato le spalle agli strumenti della partecipazione, aumentando la delega a personaggi che non la meritavano ed estraniandosi completamente dai processi politici.
In questo scenario, sul quale incombono ombre minacciose, come quella del grande potere mediatico, o delle forze che fanno di tutto per scardinare il nostro sistema democratico, sono soprattutto le forze progressiste ad avere la peggio, perché le manca quell’alimento dello spirito che gli veniva dall’impegno e dalla passione di tanta gente, che nelle forme collettive più svariate agivano nella società, cogliendone i fremiti più profondi e contribuendo a farla crescere nella democrazia.
Penso che questo andamento non sia irreversibile. L’esperienza ha sempre insegnato che la storia poggia le sue basi su processi oggettivi e che è sempre determinante la capacità soggettiva di riuscire a segnare in modo profondo questi processi, trasformandoli e orientandoli quando è stato necessario.
Inoltre, tutto ciò insegna che le grandi scelte collettive, non subite, ma vissute e condivise, hanno sempre avuto la forza dirompente, capace davvero di indirizzare la storia.
Da anni, ormai, assistiamo impotenti a lunghi momenti di pauroso ripiegamento delle forze progressiste schiacciate da una specie di auto frustrazione da una parte, ed a scelte sbagliate, strategie inefficienti a far fronte a questa disfacimento dall’altra, che, purtroppo, noi stessi, con la nostra indolenza alimentiamo.
Come dice spesso un caro amico, “abbiamo negato noi stessi … quando pensavamo di poter sostituire la nostra forza, la nostra linfa vitale, che é appunto la partecipazione, con l’autorevolezza di un leader o con qualche campagna comunicativa …”, ed io aggiungo, dando il potere in mano a gruppi culturalmente sottosviluppati, attaccati a quel potere per motivi personali o di appartenenza.
Arriverà mai il momento della ripresa? Certo, potrebbe anche cominciare da questo 2011. Non ho ben presente ciò che si dovrebbe fare, anche se sento che una profonda e forte autocritica potrebbe essere un buon inizio, come lo potrebbe essere il favorire un profondo ricambio della classe dirigente.
Ma ciò, certamente, non basterà a produrre quel necessario cambiamento, soprattutto, se le forze progressiste non saranno in grado di impegnarsi seriamente per riappropriarsi della politica, rifondando comunità democratiche che sappiano affondare le loro radici nell’aspetto fondamentale e fondante della democrazia: la partecipazione.

ORBETELLO: Invito all’astrofisica. Dinamiche del cosmo.

Manifesto dell'evento

Oggi ho fatto una chiacchierata con Alessio, approfondendo i temi dell’organizzazione dell’incontro di sabato prossimo e, ho colto l’occasione per porgli qualche domanda sui temi della sua relazione. Ecco la trascrizione del dialogo:

Domanda -: Di cosa hai intensione di parlare la sera del 15 Ottobre? :-

Risposta – :Nella serata del 15 ottobre vorrei presentarvi il vasto mondo dell’astrofisica. La relazione avrà come argomento centrale le ultimissime teorie riguardanti l’universo passando, naturalmente, dalle grandi menti del passato. Verranno illustrate le pietre miliari della scienza antica che hanno fornito agli astrofisici il materiale per poter guardare al futuro. :-

D. -: Che importanza ha questa disciplina per l’umanità? :-

R. -: Fin dagli inizi della preistoria l’uomo ha sempre puntato gli occhi verso il cielo: per orientarsi nei deserti, per dividere le ore del giorno e soprattutto per porsi delle domande di tipo esistenziale. Ora, che abbiamo gli strumenti adatti, possiamo risolvere le domande che, anche dieci anni fa, sembravano irrisolvibili. Ad esempio adesso riusciamo a calcolare con precisione mai vista prima corpi celesti lontani miliardi di chilometri; ma non solo, riusciamo anche a prevedere eventi astronomici con tempi molto più brevi di prima grazie ai metodi sempre più innovativi. :-

D. -: Negli anni si è parlato molto di questo problema a riguardo di un possibile aiuto allo sviluppo economico-culturale della nostra zona. Cosa ne pensi?

R. -: Certamente non si può parlare di uno sviluppo culturale-astronomico se si collega all’economia. Molto spesso si incappa nell’errore di agire prevalentemente nel profitto, questo rende l’attività culturale debole e spesso fallimentare. Tuttavia credo che, per agire in modo costruttivo, bisogni sensibilizzare i cittadini a queste discipline. In questo modo qualsiasi territorio potrebbe avere anche benefici. :-

ORBETELLO: Il satellite UARS è caduto nel Pacifico

Elaborazione grafica di UARS


04/10/2011
Il satellite UARS (Upper Atmosphere Research Satellite), mandato in orbita circa venti anni fa per studiare lo strato di ozono (O3), ha mostrato già qualche mese fa segnali di caduta imminente. In Italia le televisioni e molti giornali davano per probabile la caduta del satellite nel nord del nostro paese ignorando le effettive probabilità statistiche. Infatti, mentre la Protezione Civile dava l’allerta e consigliava agli abitati di Parma, Piacenza etc. di chiudersi in casa, la NASA non sapeva nemmeno in quale continente UARS avrebbe finito la sua folle caduta orbitale.

Solamente oggi si sa dall’Air Force americana che il satellite è caduto sabato nel mezzo dell’oceano Pacifico a sud dell’equatore. Vorrei porre a voi concittadini di Orbetello e a voi lettori in generale i due punti fondanti sulla caduta di UARS:

1) la probabilità che UARS fosse effettivamente in rotta di collisione con lo “stivale” si aggirava fin da subito al 0,9% (si ha più probabilità di finire investiti da un’auto);

2) nel caso in cui il satellite fosse caduto in Italia in un luogo abitato, non ci sarebbe stato nulla da fare per proteggersi, perché il frammento più grande del satellite (150 kg a una velocità d’impatto di 44 m/s) rappresentava un proiettile che avrebbe potuto benissimo distruggere un intero palazzo.

La caduta su Orbetello era semplicemente impossibile perché, nel momento della prevista caduta, l’orbita di UARS non passava nelle vicinanze del centro del paese.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ETTORE MASINA “L’ARCIVESCOVO DEVE MORIRE. OSCAR ROMERO E IL SUO POPOLO.

Ieri sera, sabato 8 ottobre, in Orbetello, nella sala dell’Oratorio di S. Antonio, affollata da tanti cittadini, il Circolo Culturale Orbetellano “G. Mariotti”, con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Cartolibreria Bastogi e dell’Associazione Cineclub Costa d’Argento, ha presentato l’ultimo interessante libro di Ettore Masina “L’ARCIVESCOVO DEVE MORIRE – OSCAR ROMERO E IL SUO POPOLO, con il quale l’Autore descrive la vita coraggiosa di questo personaggio, le sue “denuncia delle atroci violenze subìte dai campesinos, dagli operai, dagli stessi preti, dalle donne che stavano dalla parte del popolo, che così diventavano nemici da schiacciare, per i padroni della terra, il governo appoggiato dagli Usa, l’esercito e i carnefici delle bande paramilitari.”
Vogliamo far nostre anche le parole di Leonardo Boff, nella sua prefazione, perché rappresentano in modo chiaro e perfetto i meriti grandi dell’Autore e l’importanza della sua opera, insieme alla tragica storia di un popolo:
“Dobbiamo essere riconoscenti a Ettore Masina, al suo stile fluente, per averci comunicato un’immagine storica, spoglia di trionfalismi e profondamente evangelica, di questo santo del popolo, dei “dannati della Terra”.
Erano presenti la nostra concittadina Lucia Goracci, giornalista del TG3, che in un susseguirsi di momenti spesso commoventi del racconto della vita di Oscar Romero e di quel periodo tragico per il popolo Salvadoregno, ha dialogato con Ettore Masina e, il nostro Sindaco Monica Paffetti, che ha concluso l’incontro, con parole che fanno bene sperare per la vita culturale della nostra comunità.

Orbetello: Lucia Goracci dialoga con Ettore Masina presentando il libro “L’Arcivescovo deve morire”

Il circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti” presenta un libro di Ettore Masina introdotto e commentato dalla giornalista del TG3 Lucia Goracci, dal titolo:

“L’ARCIVESCOVO DEVE MORIRE OSCAR ROMERO E IL SUO POPOLO”

SABATO 8 OTTOBRE 2011
Ore 17,30 Sala conferenze Oratorio di S. Antonio, Via Dante Alighieri, 21 ORBETELLO

“… e se denuncio e condanno l’ingiustizia è perché ciò è il mio dovere come pastore di un popolo oppresso e umiliato …”

Ettore Masina, traccia questa bella biografia di Romero, nella quale mette in evidenza le molte storie tragiche di quel piccolo Stato sudamericano. La storia di un popolo sfruttato ingiustamente, offeso e assassinato, che ha lottato e lotta ancora per la sua dignità e per la sua libertà.
La storia di una Chiesa con le sue preoccupazioni e le sue divisioni interne, la storia di un potere politico prepotente e senza scrupoli, portatore di ingiustizie, di violenza assoluta e di morte.

Insomma, un libro che oltre a farci riflettere, può farci comprendere il mondo di oggi e permetterci di capire ciò che dobbiamo fare per avere un mondo migliore domani.

Care amiche ed amici, consideriamo la presentazione del libro di Ettore Masina, per gli importanti contenuti e per la sua attualità, un evento culturale di grande interesse, valorizzato dalla presenza della nostra concittadina Lucia Goracci e del nostro sindaco Monica Paffetti.

Invito tutti ad essere presenti e a diffondere la notizia ad amici e conoscenti.

Il cielo sopra Orbetello (ottobre 2011)

Dal punto di vista astronomico Orbetello, Monte Argentario e Isola del Giglio si possono classificare come zone a basso inquinamento luminoso, questo è un fattore che negli ultimi tempi non è facile da reperire nei paesi industrializzati. Lo testimonia il fatto che i più grandi osservatori astronomici si trovano su montagne molto elevate nell’America Meridionale (es. VLT nel Deserto di Atacama in Cile) e nelle isole sperdute (es. Mauna Kea nelle Hawaii).  
Lsciando stare che, ai fini scientifici, i telescopi sulla superficie terrestre sono ormai storicamente conclusi e rimpiazzati dai telescopi spaziali (es. Hubble) bisogna dire che la nostra condizione ambientale ci permette un cielo che può offrire degli spettacoli degni di nota.

S

Se
alle 22:00, nel mese di ottobre, guardassimo il cielo il nostro sguardo si
incanterebbe nella costellazione dell’Ariete a est (azimut 110° altitudine 37°)
dove brilla il pianeta Giove. Puntando questo pianeta, anche con un piccolo
telescopio, è molto interessante vedere le bande atmosferiche colorate che
circondano la Macchia Rossa (un anticiclone che esiste da più di 400 anni) e le
sue quattro lune principali: Io, Europa, Ganimede e Callisto.
Spostando il nostro telescopio in alto a sud-est nei Pesci (azimut 156°
altitudine 44°) sarebbe possibile intravedere il lontano Urano, che apparirebbe
come una stella azzurrina a causa della distanza.
Le cose possibili da vedere sono moltissime: galassie, nebulose, stelle doppie…
e non basterebbero cinquanta pagine per elencarle tutte.
Nelle grandi città risulterebbe impossibile vedere tutte queste cose tanto che
molti amatori percorrono chilometri per osservarle; la Luna stessa, che da noi
è luminosissima e nitidissima, dalle città appare opaca a causa dell’inquinamento.
Godiamoci il cielo noi che ne abbiamo la possibilità!

  

    


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