ORBETELLO – La Maremma nella poesia (Arturo Mengoni)
domenica, 13 dicembre 2009
ARTURI MENGONI, vissuto a cavallo dei secoli XIX e XX, fu consigliere comunale, assessore e facente funzioni di sindaco del Comune di Orbetello e, fuori dal lavoro, oltre alla caccia, si dedicava ad attività volontarie nel settore sociale e culturale.
Accanito e qualificato cacciatore, nel 1927, sulla base delle sue esperienze venatorie, scrisse il bel libro dal titolo “Coppiole e padelle. Vita di caccia in Maremma”, nel quale descrive memorabili momenti di caccia al cinghiale, alla beccaccia, agli uccelli acquatici, ai colombacci. Sono particolarmente gustosi gli sfottò e le canzonature fra cacciatori, descritte in modo superbo, e le tante poesie che costellano il libro, sempre con un occhio rivolto all’attività venatoria.
![]()
Sono poesie brevi, ma estremamente interessanti, se si pensa alla caccia in Maremma e all’importanza che ha avuto, soprattutto quella di una volta, quando molti cittadini la praticavano per aiutare le loro famiglie a sbarcare il lunario.
LA BECCACCIA
– Sta’ attento, Gigi, che il mi’ cane sente;
tienti su in costa, bene allo scoperto,
chè qui nel forte io non vedo niente…..
Gigi, sta’ attento, ch’è beccaccia certo
e di costà, se s’alza, facilmente
gli puoi tirare appena te l’avverto…..
Togo – capisci – è un cane troppo ardente,
ma in quanto a naso, un altro te l’accerto
non lo trovi, fra mille, come quello…..
Dove sarà? Scommetto ch’è puntato…..
E’ tanto che non sento il campanello.
Cercalo, su….. mi sembri una lumaca!
Lesto che certo è fermo….. L’hai trovato?
Mi pare….. Aspetta….. Ah, si!
- Punta?
- No, c…..anta! -
Non ci sono ancora commenti per questa notizia
Puoi lasciare un commento, sottoscrivere il feed RSS o inviare un trackback.














