ORBETELLO - La Maremma nella poesia (Donadel)
Sabato, 6 Febbraio 2010

Pubblichiamo un’altra bella poesia di quel Donadel, senza dubbio, un grande conoscitore della Maremma e della nostra zona, di cui purtroppo, non siamo riusciti a capire chi si nascondeva dietro questo pseudonimo.
La nostra speranza è che ci sia qualche studioso, o altra persona, che sa chi era questo personaggio e ce lo comunichi.
O T T O B R E
Bianca la lumachella è su la prata
Ottobre già ritorna, col pallore
di qualche primavera tramontata,
in gran languore
L’asfodelo de ‘l poggio s’è sfaldato.
La nebbia si raggruppa su Monteti.
Zirla il tordo, ne ‘l vespro, ritornato
ne gli oliveti.
Brume le porche a i piani di Burano
vaniscono a la gran fumèa rossastra.
Fende, la sera, il volo de ‘l germano
l’aria salmastra.
Colma la solitudine è la sera.
Il colombo patulla ne la macchia.
Nell’aria vespertina, alta la schiera
de i corvi gracchia.
La sera ha i suoi richiami e la sua pace
misteriosa. Il canneto ha la sua voce.
Ne l’infinita immensità capace
e senza foce,
l’anima che sogno, che ancora spera
attinge ad un’insolita bellezza.
Ottobre, è la tua morta primavera
che dà l’ebrezza.
Come se di viole un po’ passate
il fiato dell’ottobre è un po spento.
Mi passa fra le tende scolorate
un poco lento.
L’anima de ‘l poeta è sempre desta.
Ritornano con lei le spemi antiche.
Culli in dolce sapor la bionda testa
l’ala tua, o Nike!
Capalbio di Maremma, ottobre MCMIV
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